lunedì 6 marzo 2017

Quello che i gatti insegnano alle donne - Sabine Jansen-Nollenburg

Casa editrice: GEO
Anno di pubblicazione: 2004
Numero di pagine: 179
Prezzo di copertina: € 14,50

Voto personale:




Hemingway, Colette, le sorelle Brontë, Doris Lessing, Sophia Loren e Anna Magnani: sono tanti i personaggi famosi, soprattutto femminili, che hanno legato il loro nome a quello di un gatto. Tra donne e gatti, infatti, esiste una sottile affinità: i gatti insegnano alle donne molto più di quanto loro stessi non apprendano dagli esseri umani. Le incoraggiano ad assecondare il loro bisogno di indipendenza e a seguire il proprio istinto, stringendo con loro un'amicizia duratura. Compagni di inestimabile valore quando si attraversano periodi di crisi, quando la depressione spegne ogni interesse, i gatti possono instaurare rapporti sinceri anche con gli uomini che, in loro compagnia, si abbandonano a inaspettate tenerezze.
 
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Quando ho trovato questo libro in un mercatino dell'usato, l'ho comprato subito pensando fosse un simpatico libricino che metteva a confronto i comportamenti delle donne con quelli dei gatti.
Mi aspettavo qualcosa di leggero e divertente ed invece è tutto il contrario.
Come ho già detto nel mio post precedente, sono una grande amante dei gatti ma trovo che, in molti punti, l'autrice di questo libro abbia completamente passato il limite.
Più che di animali, sembra stia parlando di persone.
Posso capire il legame che si instaura con il proprio animale domestico, come se fosse parte della famiglia, ma si sta sempre parlando di un animale.
Un animale non sostituisce una persona in carne ed ossa!
In questo libro si fa spesso riferimento al fatto che la donna (soprattutto se single) possa sostituire il proprio uomo, l'amica del cuore o addirittura i figli con i gatti domestici! Assurdo!


Un altro passaggio che ho trovato assurdo è questo:

"Se il gatto è gravemente ammalato, un buon capoufficio dovrà avere attenzione per la sua collaboratrice e darle un permesso perché possa portarlo dal veterinario.
Le donne in carriera non hanno paura di portare con sé in ufficio il micio ammalato per poterlo tenere d'occhio.
L'amica dei gatti Heike ha rinunciato a un lavoro ben pagato e ne ha cercato uno nuovo perché dopo un intervento non le era stato concesso di portare in ditta il suo gatto convalescente."

Davvero si può, al giorno d'oggi, lasciare così un lavoro su due piedi perché non ti danno il permesso di portare il gatto malato in ufficio??

Anche io ho avuto un'esperienza dolorosa con la mia ultima gattina Clio.
Ha mangiato del veleno per topi e nel giro di pochi giorni si è ammalata così gravemente che alla fine abbiamo dovuto decidere di sopprimerla.
Ero stata io a trovarla circa cinque anni fa, incastrata nel motore di una macchina.
Non ci ho pensato due volte a portarla in casa e mi sono subito affezionata tantissimo a lei.
E lei si è affezionata a me, cosa che invece non ha fatto con i miei genitori e mia sorella.
Lei era la mia micina, la mia "Principessa".
Si appisolava sempre sul mio letto e mi aspettava tutte le sere, al ritorno dal lavoro, davanti al portone di casa.
Negli ultimi giorni di malattia, non era più neanche in grado di mangiare, né di bere, né di muoversi e quando mi avvicinavo per accarezzarla e infonderle un po' di coraggio, lei miagolava e mi guardava con uno sguardo che mi spezzava il cuore.
Ho sofferto davvero tanto a vederla così e tutt'ora mi manca, perché in casa si sente la sua mancanza.

Questo l'ho raccontato per mettere in chiaro che anche io amo molto i gatti e non sono un'insensibile, ma nonostante questo non sono riuscita a farmi piacere questo libro.
L'ho trovato davvero esagerato, assurdo e anche noioso.
Mi aspettavo decisamente tutt'altro e, a saperlo, avrei fatto meglio a lasciarlo dov'era, tutto impolverato al mercatino dell'usato.
(Ho anche fatto rima! Ahahah!)

Comunque ,dopo questa full immersion nel mondo dei felini, è arrivato il momento di cambiare completamente tema.
Ecco la mia prossima lettura: "Madame Claudel è in un mare di guai" di Aurélie Valognes.
Promette bene!
 

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