lunedì 13 marzo 2017

L'autore della settimana: Jack Whyte

JACK WHYTE



Jack Whyte (Johnstone, 1939) è uno scrittore scozzese, autore di romanzi storici e fantasy.

Originario del
Renfrewshire, è nato e cresciuto in Scozia ma vive in Canada dal 1967, dopo aver studiato in Inghilterra e in Francia. Risiede a Kelowna, British Columbia.

Emigrato in Canada nominalmente per fare l'insegnante liceale di inglese, ha in realtà fatto di tutto, dal cantante e intrattenitore professionista al
copywriter, fino al 1995, quando le vendite dei suoi libri gli hanno permesso di diventare scrittore a tempo pieno.

A oggi, l'opera più importante di Whyte è il ciclo delle Cronache di Camelot (noto come A Dream of Eagles in Canada e The Camulod Chronicles negli altri paesi di lingua inglese). Questi
romanzi storici presentano la storia di Re Artù sullo sfondo della caduta dell'Impero romano d'Occidente in Britannia. A differenza dei racconti usuali - si pensi a La spada nella roccia - Whyte riscrive la leggenda evitando l'uso della magia per spiegare l'ascesa al potere di Artù, ponendo invece l'accento sulle condizioni storiche (con qualche licenza artistica) della Britannia, e sulla necessità di contrastare l'anarchia dopo che i Romani l'avevano abbandonata, lasciandola alla colonizzazione e invasione di varie popolazioni dell'Europa nordoccidentale, come sassoni, juti, franchi e angli.
 
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LE OPERE:


CRONACHE DI CAMELOT:

La pietra del cielo (1992)
 
 
Gaio Publio Varro, veterano delle legioni africane, al termine di una lunga carriera militare torna nella sua terra natale: la Britannia. È l'anno del Signore 369 quando lascia l'esercito romano e decide di riprendere l'attività che fu dei suoi avi: il fabbro. Anni prima, suo nonno, con il ferro estratto da una pietra "caduta dal cielo", aveva creato armi che si conservano affilate e lucenti come nessun altra. Combattente, politico, uomo di grande fascino, Publio Varro affronta mille vicissitudini, giungendo a prosciugare un intero lago per ritrovare quelle pietre misteriose e forgiare una spada leggendaria: Excalibur. Lui ancora non sa che quella spada segnerà il destino di un suo diretto discendente, il futuro re di tutta la Britannia, Artù.
 
 
La spada che canta (1993)


L'impero romano va disgregandosi e la Britannia Romana sta per inabissarsi nella lunga notte dei secoli bui. Barbari venuti dal Nord invadono l'isola da oriente e settentrione, con inaudita ferocia. Publio Varro e sua moglie Luceia, insieme all'amico Caio Britannico, si battono per costruire un ultimo baluardo di legge e conoscenza davanti al buio che avanza. Non possono saperlo, ma un giorno, molti anni dopo la loro morte, il rozzo fortino che difendono a prezzo della loro stessa vita diverrà la leggendaria reggia di Camelot. Come una spada nel fuoco, così nel sangue e nella violenza, nel ferro e nella passione si va forgiando la Britannia di Artù, di Merlino e dei mitici Cavalieri della Tavola Rotonda.


La stirpe dell'Aquila (1994)


Britannia, V secolo. Nel fortino di Camelot la civiltà romana resiste agli attacchi delle tribù barbare. Il nuovo comandante dell'insediamento è Merlino, un capo giusto e capace, in cui tutti, celti e romani, confidano. Merlino è la guida, il sottile stratega. Suo cugino, Uther Pendragon, futuro padre di Artù, è il guerriero instancabile. Sono nati lo stesso giorno, sono come le due facce di un'unica moneta. Se qualcuno vuole impadronirsi della colonia, deve riuscire a separarli.


Il sogno di Merlino (1995)


Una barca che vaga alla deriva di fronte alle coste della Cornovaglia. A bordo, stanchi e affamati, un uomo e un neonato: Merlino Britannico e il piccolo Artù di Pendragon. È il drammatico inizio del romanzo dedicato all'infanzia del leggendario "alto re" di tutta la Britannia, futuro guardiano della mitica Excalibur. Accompagnato da Merlino, Artù attraverserà la turbolenta Britannia del V secolo. Ma il vero protagonista di questa versione del famoso ciclo arturiano è proprio Merlino, che farà sogni premonitori, si innamorerà, contrarrà la lebbra e combatterà ogni sorta di nemici, da quelli esterni alla Colonia di Camulod a quelli, ben più pericolosi, che credeva suoi alleati.


Il forte sul fiume (1999)


Caio Merlino Britannico, dopo un fallito attentato alla vita del piccolo Artù, è fuggito da Camelot. Navigando verso nord, i fuggitivi giungono nel porto neutrale di Ravenglass, il cui re è Derek, l'uomo che ha ucciso il padre di Artù e violentato sua madre. Merlino deve reprimere l'odio che porta a quell'uomo e arriverà addirittura a salvargli la vita. In cambio si farà concedere un vecchio fortino abbandonato dai romani. Lì nascosto, Merlino educherà e addestrerà il giovane Artù di Pendragon.
 

Il segno di Excalibur (1999)


Artù è ormai giunto al termine del suo apprendistato e, con la spada ricevuta in dono da Merlino, si accinge ad affrontare la sua prima campagna militare in difesa della Cambria. Ma la furia di Peter Ironhair, nemico giurato dei Pendragon, non è il solo ostacolo sul cammino del giovane Artù, costretto a districarsi in una fitta maglia di congiure e intrighi. Merlino è vittima di una terribile imboscata che lo segnerà per sempre, trasformandolo nel personaggio di innumerevoli leggende: il terribile stregone. Solo lui saprà liberare le terre a ovest di Camelot dal deforme e gigantesco mostro Carthac, solo lui sarà in grado di far estrarre ad Artù la mitica Excalibur dalla roccia, consacrandolo così Alto Re di tutta la Britannia. Ma dure prove attendono il giovane sovrano, che, alla testa di tutte le tribù celtiche, dovrà opporsi alla più grande invasione che abbia minacciato l'isola.


Le porte di Camelot (2001)


Un macabro benvenuto aspetta Veronica Varro al suo arrivo in Cambria, regno del suocero Ullic. Gabbie di legno sospese su un'enorme fossa di fuoco e all'interno di esse centinaia di uomini destinati a bruciare vivi. L'orrore di quella notte strappa a Veronica una muta promessa: avrebbe sottratto il figlio a quella barbarie. Così l'infanzia di Uther, futuro padre di Artù, trascorre divisa tra l'oscura e rude Cambria e Camelot, la raffinata corte materna. AI suo fianco, il cugino Merlino, inseparabile amico e compagno di giochi. Ma la vita ben presto gli imporrà una difficile scelta.


La donna di Avalon (2001)


Merlino e Uther un tempo erano stati compagni inseparabili. Una volta cresciuti, c'è solo una persona che Merlino abbia amato di più: sua moglie Cassandra. Aveva giurato di proteggerla da ogni pericolo, lei e il figlio che portava in grembo, ma il giorno in cui una mano feroce le si era scagliata contro non ne era stato capace. Quel drammatico episodio segna profondamente il suo animo, inaridendolo e instillandovi un odio implacabile. È Uther il primo a pagarne le conseguenze. Per gli amici di un tempo, le strade si separano. Merlino diventerà uno stregone sempre più potente, mentre Uther,salito al trono della Cambria, dovrà affrontare altre difficili prove, in un gioco complesso di tradimenti e alleanze; fino alla nascita di suo figlio, cui sarà dato il nome di Artù. Ed è da qui che inizia la leggenda.


IO LANCILLOTTO:

Il Cavaliere di Artù (2004)
 
 
Un vecchio cavaliere franco, accompagnato da una scorta di giovani guerrieri, attraversa lo Stretto della Manica e sbarca a Glastonbury, dove sorge la più antica ecclesia d'Inghilterra. Gli uomini si addentrano nella zona, attraverso le dolci colline dove non molti anni prima sorgeva il meraviglioso regno di Camelot, il dominio di Artù, la patria della nobiltà e della cavalleria. Il vecchio cavaliere conosce bene questi luoghi: qui ha passato gli anni migliori della sua vita, qui ha combattuto, ha sofferto, ha amato. E adesso "il Franco", come ancora lo chiamano gli abitanti della zona, è tornato per onorare un'antica promessa: dare degna sepoltura al vecchio amico Merlino, e recuperare Excalibur, la mitica spada di Artù, il simbolo di Camelot.
 
 
Il marchio di Merlino (2004)
 

 
In un bosco della Britannia, risuona il rumore di un duello. I due guerrieri non si conoscono. Uno dei due è Clothar il Franco. Dopo aver combattuto in patria, al fianco dell'amico Perceval, Clothar è sbarcato in Britannia su ordine del suo maestro, il vescovo Germano, che lo ha inviato ad aiutare l'amico Merlino, mago e cavaliere. Clothar, intenzionato a mettersi al servizio di Artù, si è imbattuto nel misterioso guerriero, che lo ha sfidato. Alla fine del duello è Clothar ad avere la meglio e il cavaliere sconfitto rivela la sua vera identità: Artù Pendragon, signore di Camelot. Udito quel nome, Clothar si inginocchia, e mette le sue armi e il suo coraggio a disposizione di quello che sarà il suo futuro re, e il più caro degli amici.
 
 
Il destino di Camelot (2005)
 

 
Quando Clothar il Franco era giunto in Britannia, quattro anni prima, non pensava che Artù, il guerriero con cui aveva duellato ferocemente, sarebbe diventato il suo re, il suo migliore amico, il fedele compagno di mille battaglie. Invece da quel lontano giorno d'estate non si era mai separato da lui, se non per affrontare i nemici del regno di Camelot. Insieme, i due guerrieri avevano realizzato un sogno, avevano costituito un ordine, i cavalieri della Tavola Rotonda, uomini d'arme addestrati non a combattere per se stessi e per il proprio esercito, ma a morire per l'ideale di pace della loro terra. Ora, però, un nuovo imminente pericolo minaccia l'unità del regno: un feroce condottiero sta guidando le tribù dei Sassoni verso le terre di Connlyn, devastando tutto ciò che trova. Spetta a Clothar, che, grazie alla sua abilità con la lancia, ha ormai preso il nome di Lancillotto, raggiungere le desolate regioni del nord e sbaragliare il nemico con un pugno di uomini ben armati. Ma dopo questa vittoria dovrà lasciare la Britannia; partire per dimenticare la bella Elaine, il suo primo amore, e per compiere il suo destino di cavaliere. Perché questo viaggio lo condurrà in Bretagna, sulla strada verso casa, quella casa che non ha mai visto, quel regno che gli è stato strappato quando era ancora in fasce, e che gli spetta di diritto. E questa volta Lancillotto si troverà da solo ad affrontare i fantasmi del suo passato e a realizzare la vendetta che attende da sempre.
 
 
Il sogno di Ginevra (2005)


Quando Artù lo aveva inviato in Bretagna, qualche mese prima, Lancillotto pensava che il suo destino fosse già stato scritto: era un Cavaliere della Tavola Rotonda e il suo compito sarebbe sempre stato quello di combattere al fianco del suo re. Questa volta però la missione è molto più delicata: creare un esercito di cavalieri che unisca il potere di tutti i sovrani di quelle terre lacerate da anni di lotte e che combatta in nome dei valori di Camelot. Ma la rivalità tra quei popoli non è il solo ostacolo che gli sbarra la strada. Perché la minaccia più grande per i suoi sogni di pace arriva da un esercito di guerrieri provenienti dall'Est che pare inarrestabile: gli Unni, guidati da Attila, stanno radendo al suolo tutto quello che trovano sul loro cammino e hanno preso d'assedio la regione di Benwick.


TRILOGIA DEI SAINT-CLAIR:

I custodi del codice (2006)
 
 
Gerusalemme, 1099. Ugo di Payens si aggira tra montagne di cadaveri, grida di dolore, edifici distrutti. I suoi piedi affondano nel sangue, che scorre lungo le strade della Città Santa. Non per questo aveva lasciato la Francia, non per questo si era unito alla crociata, tre anni prima, come gli avevano chiesto i capi della congregazione segreta cui apparteneva, l'Ordine della Rinascita di Sion. Non per assistere a questo orrore, ma perché l'Ordine della Rinascita potesse tornare a Gerusalemme, nella città dove era rimasta sepolta per secoli la verità sulla vita, e sulla morte, di Gesù. Dopo aver assistito a quell'inutile massacro, Ugo è sconvolto e sfiduciato, ma decide di restare in Terra Santa, e attendere indicazioni dall'Ordine della Rinascita di Sion. E proprio quando, passati ormai vent'anni, si convince che queste non arriveranno mai, ecco la svolta improvvisa, un comando tanto assurdo quanto perentorio. Formare un nuovo ordine di monaci cavalieri, che dovranno alloggiare nelle grotte sotto il Monte del Tempio di Gerusalemme. Una richiesta all'apparenza irrealizzabile, ma Ugo, con l'aiuto del vecchio amico Goffredo Saint-Omer, del giovane Stefano Saint-Clair, e di altri pochi fidati cavalieri, riuscirà a fondare l'Ordine dei "Poveri compagni soldati di Cristo e del Tempio di Salomone". I Templari. E mentre il Regno crociato di Gerusalemme affonda tra gli intrighi, le congiure e la lussuria, i monaci guerrieri finalmente capiranno il motivo della loro esistenza.
 
 
Il leone dei templari (2007)
 
 
Palestina, 1187. Il cielo verso Oriente si stava schiarendo lentamente e Alexander Saint-Clair, cavaliere dell'Ordine dei Templari, guardava la pallida luce trasformare la notte, consapevole solo di una cosa: quel giorno lui e il suo esercito avrebbero combattuto contro gli infedeli di Saladino la battaglia più lunga e probabilmente avrebbero incontrato la morte. Da settimane infatti erano partiti da Gerusalemme per raggiungere il forte di Tiberiade; ma la strada verso il nemico passava attraverso un immenso deserto, con le scorte di cibo e acqua ormai quasi esaurite e i soldati saraceni, nascosti nelle grotte, pronti ad attaccarli a ogni passo. La decisione di Guido di Lusignano, il re fantoccio della Città Santa, di mandare il più grande esercito che le truppe cristiane avessero mai avuto in Palestina al totale sbaraglio, in una zona così difficilmente espugnabile, era per Alexander, e per suo fratello André, inspiegabile. Ma era stato il Gran Maestro del Tempio a consigliare il sovrano e a prestare i servigi dei cavalieri Templari a Riccardo Cuor di Leone. Forse il segreto che da oltre un secolo veniva tramandato tra i monaci dell'Ordine era in pericolo e per questo bisognava distogliere l'attenzione di tutti, cristiani e mori, da Gerusalemme.
 
 
La caduta dei templari (2009)
 

Nessuno lo avrebbe mai più dimenticato, quel venerdì. Venerdì 13 ottobre 1307, a Parigi. Il giorno del tradimento e dell'infamia, il giorno della fine dei Templari. Certo non lo avrebbe mai dimenticato Sir William Saint-Clair, discendente di Sir Stephen, che due secoli prima, a Gerusalemme, aveva fondato l'Ordine insieme ad altri otto monaci. Sir William sedeva nel consiglio dei Templari, era il custode del misterioso tesoro che era rimasto sepolto per secoli sotto le macerie del Tempio di Salomone e che aveva fatto la fortuna dell'Ordine. Per questo, il giorno in cui il re di Francia, Filippo il Bello, e Papa Clemente V scatenano la caccia ai Templari, Sir William non può far altro che fuggire. Con lui, pochi fedeli sopravvissuti e una donna, la baronessa di St. Valery, Lady Jessica Randolph. Sarà proprio lei a far comprendere a Sir William che è giunto il momento di lasciarsi alle spalle la fedeltà e i voti fatti a una Chiesa che lo ha tradito e ha messo in pericolo la sua vita. Il suo destino è quello di raggiungere la terra di cui parla la tradizione templare, al di là del Grande Mare d'Occidente, l'unico luogo in cui potrà custodire il tesoro dell'Ordine e trovare finalmente la pace.


CRONACHE DI BRAVEHEART:

I figli della libertà (2010)
 
 
Scozia, 1285. Il giovane William Wallace è in fuga dalle terre di Carrick con il cugino James dopo il barbaro massacro della sua famiglia a opera di alcuni inglesi. È pomeriggio inoltrato, l'ora in cui il sole allunga le ombre sui pendii delle colline, quando il valoroso arciere Ewan Scrymgeour, un tempo al servizio di Edoardo d'Inghilterra, lo salva dalle insidie della foresta e ne diventa tutore e maestro. Il segreto desiderio di William è però quello di vendicare il torto subito: abbandona gli studi e si dedica interamente alla disciplina del tiro con l'arco, sotto la preziosa guida di Ewan. Carattere ostinato, straordinario valore e un temperamento di rara e incondizionata forza lasciano intravedere il glorioso destino che lo attende. Ingiustamente ricercato come fuorilegge, William raduna nel cuore della foresta di Selkirk, nel sud della Scozia, le prime vittime della crescente prepotenza inglese, che, nel nome di un fittizio accordo tra corone e false promesse scambiate tra sovrani, mira a occupare e sottomettere, tra presagi e venti di guerra, l'intera nazione. Da quelle terre selvagge del sud inesplorato muoverà il destino di Wallace, orgoglioso e ribelle, costretto a diventare eroe, simbolo e guida di un popolo verso la libertà.
 
 
Il rinnegato (2012)
 
 
1284. In una prestigiosa dimora scozzese, a soli dieci anni Robert Bruce assiste a uno storico incontro tra i sovrani di Inghilterra e Scozia. Colmo di ammirazione di fronte a uomini di tanto valore, Robert serberà per sempre memoria di quell'episodio. Dieci anni dopo, quando il re di Scozia muore senza lasciare eredi gettando il Paese nello scompiglio, Edoardo I d'Inghilterra non fa mistero del suo intento di annettersi quelle terre. Di fronte a quella minaccia, si leva il grido di chi non è disposto a sottomettersi agli inglesi. Nonostante sia da sempre un ammiratore di Edoardo, Robert Bruce, divenuto un uomo di straordinaria forza e intelligenza, non potrà più sottrarsi al compito che la sua gente gli ha assegnato, e guiderà la resistenza all'invasore.
 
 
Il guardiano  (2014)
 
XIV secolo. La Scozia è scossa dalla guerra di indipendenza contro gli inglesi. Sono anni di burrasca e terrore, che vedono tre grandi uomini succedersi, rincorrersi e allearsi alla guida del paese e dei suoi abitanti desiderosi di libertà: Sir William Wallace, soprannominato Braveheart; Robert Bruce, proclamato Re degli scozzesi; e Sir James Douglas, noto come Black Douglas, il "guardiano" delle terre scozzesi, che si è alleato con Robert Bruce contro i nobili traditori. Insieme, i tre uomini lotteranno per una Scozia libera, dando vita a un'infinità di storie, aneddoti e leggendari racconti di battaglie.

3 commenti:

  1. Di quest'autore ho letto alcuni libri di Le cronache di Camelot. I primi: La pietra del cielo e La spada che canta li ho apprezzati di più, altri come Le porte di Camelot e La donna di Avalon mi sono piaciuti meno forse perché l'interesse per questa saga ormai era scemato.La pietra del cielo resta il mio preferito, un romanzo avvincente!

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    1. Io purtroppo non ho ancora avuto l'occasione di leggerli ma spero presto di rimediare! Ho trovato tutta la serie Le cronache di Camelot nella libreria del mio ragazzo e non vedo l'ora di leggerla, è un genere che mi incuriosisce molto!

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    2. Leggili e non te ne pentirai ;)

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